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A2A entra nella Agentic AI Foundation accanto a MCP: i protocolli degli agenti sotto un tetto

Due protocolli sotto la stessa governance neutrale spostano il punto di ancoraggio commerciale: dalla conversazione fra agenti all'ambiente che li esegue.

Il 20 agosto 2026 il protocollo Agent2Agent è diventato progetto ospitato della Agentic AI Foundation. Nato in Google nell'aprile 2025 e donato alla Linux Foundation nel giugno successivo, A2A si sposta ora nella fondazione specializzata che dal dicembre 2025 custodisce il Model Context Protocol di Anthropic, insieme a goose di Block e alla convenzione AGENTS.md di OpenAI. Da quel giorno i due standard che regolano il modo in cui un agente parla agli strumenti e agli altri agenti rispondono alla stessa governance neutrale.

I punti di scambio fra sistemi diventano terreno comune; la sala che li ospita, e chi la gestisce, restano la posta in gioco.
I punti di scambio fra sistemi diventano terreno comune; la sala che li ospita, e chi la gestisce, restano la posta in gioco.

La cifra che dà la misura del movimento riguarda i membri: meno di quaranta organizzazioni al lancio di dicembre, oltre duecentocinquanta oggi. L'elenco comprende AWS, Anthropic, Block, Bloomberg, Cloudflare, Google, Microsoft e OpenAI, cioè i fornitori che sul mercato si contendono lo stesso cliente. Quando concorrenti diretti finanziano la stessa fondazione, di solito significa che il costo dell'incompatibilità ha superato il beneficio del recinto.

Due protocolli, due problemi distinti

Conviene tenere separati i due oggetti, perché risolvono attriti diversi.

MCP descrive come un modello raggiunge strumenti e fonti di dati: un server espone funzioni, il client le invoca, il contratto sta nel mezzo. È il livello che rende riusabile un'integrazione verso un CRM, un data warehouse o un sistema documentale in tutti i prodotti che parlano quel protocollo.

A2A descrive invece come due agenti autonomi si scoprono e si delegano lavoro. Il meccanismo passa dalle agent card: schede che dichiarano capacità, endpoint e modalità di ingaggio, così che un agente possa trovarne un altro e affidargli un compito che sta fuori dal proprio perimetro.

Un'organizzazione che adotta entrambi ottiene una proprietà concreta: sostituire il modello o il fornitore di un singolo agente lascia intatte le integrazioni verso gli strumenti e le catene di delega verso gli altri agenti. È il tipo di leva che un ufficio acquisti cerca quando negozia un rinnovo.

Il livello che si unifica, quello che si moltiplica

La stessa settimana in cui i protocolli sono finiti sotto un tetto comune ha visto il livello di esecuzione andare nella direzione opposta.

Il 18 agosto AWS ha portato AgentCore Payments alla disponibilità generale: orchestrazione dei pagamenti su più protocolli, portafogli Coinbase e Stripe Privy per le microtransazioni, tetti di spesa applicati al livello infrastrutturale e osservabilità end-to-end. Il 21 agosto Snowflake ha aperto in public preview le automazioni CoCo su CLI e Snowsight, con esecuzioni ricorrenti in autonomia dentro un sandbox gestito e un thread Cortex ispezionabile per ogni corsa. Cloudflare ha messo in beta privata WriteGuard, che separa lettura e scrittura sui server MCP, aggiunge attribuzione all'agente ed evento di audit sulle scritture consentite e ferma le operazioni critiche prima dell'handler. Google Cloud, dal canto suo, ha consolidato Vertex AI e Agentspace in un'unica piattaforma Gemini Enterprise.

Il quadro che ne esce ha una forma riconoscibile. La conversazione fra sistemi diventa standard; l'ambiente che esegue quella conversazione resta proprietario. Memoria persistente, pianificazione, budget di spesa, identità, registro delle azioni e ripresa dopo un errore vivono nel runtime, e ciascun runtime li implementa a modo proprio.

Ne discende una precisazione utile sul concetto di portabilità. Portare altrove i messaggi di un agente è la parte semplice, ed è quella che i protocolli hanno appena reso ancora più semplice. Portare altrove la storia di quell'agente — che cosa ricorda, con quale identità ha agito, quanto ha speso, quali azioni sono state approvate e da chi — resta un lavoro di migrazione vero. Il punto di ancoraggio commerciale si è spostato di un livello verso l'alto: è la stessa dinamica che questa sala stampa ha descritto come control plane nel deep del 4 agosto pubblicato su queste stesse pagine.

Che cosa cambia per chi compra in Italia

Il calendario normativo rende la questione concreta. Dal 2 agosto 2026 la Commissione europea, attraverso l'AI Office e le autorità nazionali, applica l'AI Act, e sono in vigore gli obblighi di trasparenza: un sistema conversazionale dichiara di essere tale, i contenuti generati o modificati portano una marcatura leggibile dalle macchine. Le sanzioni arrivano a 15 milioni di euro o al 3 % del fatturato mondiale annuo, a seconda di quale importo risulti superiore.

In Italia la legge 132/2025 affida la vigilanza all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e la notifica all'Agenzia per l'Italia digitale, rinviando a decreti attuativi la definizione delle procedure tecniche di valutazione e l'articolazione fine della governance.

Messi insieme, i due piani producono un requisito operativo semplice da enunciare e faticoso da soddisfare: sapere quale agente ha compiuto quale azione, per conto di quale persona, con quale autorizzazione e con quale tetto di spesa. Il modello scelto da Cloudflare per WriteGuard è istruttivo proprio qui, perché l'agente eredita i permessi dell'utente identificato via OAuth: il registro di audit resta popolato da identità umane arricchite dal contesto di sessione, invece che da account di servizio generici. Sul fronte della spesa, i limiti applicati al livello infrastrutturale di AgentCore vanno nella stessa direzione, perché il tetto vive dove la transazione passa, invece che nel prompt.

Le due scelte descrivono una convergenza che chi acquista può pretendere per contratto, a prescindere dal fornitore.

Le mosse sul tavolo

Per un'organizzazione italiana che porta agenti in produzione nei prossimi mesi, quattro azioni reggono qualunque sia il fornitore scelto.

La prima riguarda il capitolato. Chiedere il supporto dichiarato ad A2A e MCP, con la versione della specifica e il calendario di allineamento alle release della fondazione, sposta la discussione da una promessa di apertura a un impegno verificabile.

La seconda riguarda l'identità. Stabilire che ogni azione di un agente sia riconducibile a una persona identificata e che il registro conservi il contesto di sessione, evitando la creazione di un secondo insieme di permessi da amministrare in parallelo.

La terza riguarda il denaro e i dati in scrittura. Fissare i tetti di spesa e le liste di operazioni consentite nel livello che esegue, con approvazione umana esplicita per la classe di azioni critiche, e verificare in prova che il blocco scatti prima dell'esecuzione.

La quarta riguarda l'uscita. Chiedere in fase di selezione il formato di esportazione della memoria, dei registri e delle definizioni degli agenti, insieme ai tempi entro cui il fornitore li consegna. È la clausola che, fra due anni, dirà quanto è valsa davvero l'unificazione dei protocolli.

Autore

Pablo Liuzzi

Founder, Synthos Logic

Fonti

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