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Il G7 approva esercitazioni da tavolo contro gli attacchi informatici potenziati dall’IA sulla finanza

I G7 portano nella finanza il metodo della prova generale: scenari con IA di frontiera nel ruolo dell’attaccante, giocati tra ministeri, banche centrali e, a seconda dello scenario, grandi banche.

Il 15 ottobre i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G7, riuniti a Bangkok a margine delle riunioni annuali di FMI e Banca Mondiale, hanno concordato di organizzare esercitazioni da tavolo (tabletop exercises) che simulano attacchi informatici abilitati dall’IA contro il sistema finanziario. L’annuncio è del ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama, che lo ha riferito ai giornalisti secondo quanto riporta Reuters.

Le esercitazioni del G7 mettono alla prova i manuali di crisi prima che serva usarli.
Le esercitazioni del G7 mettono alla prova i manuali di crisi prima che serva usarli.

Che cosa prevede l’accordo

Le esercitazioni saranno sviluppate dalle autorità finanziarie del G7, cioè ministeri delle Finanze e banche centrali, su scenari di attacco che coinvolgono l’IA di frontiera. A seconda dello scenario potranno entrare in gioco istituti privati e grandi banche, per verificare la capacità di recupero da un capo all’altro della catena. Gli obiettivi dichiarati sono tre: collaudare i protocolli di sicurezza esistenti, aggiornare i manuali di risposta e chiudere le lacune della cybersicurezza finanziaria transfrontaliera.

Le fonti consultate riportano l’accordo e le finalità, e indicano come aperti due punti: la data di svolgimento e l’elenco dei partecipanti privati. Una ricostruzione segnala anche incongruenze nell’attribuzione dell’annuncio, ricondotto in prevalenza a Katayama.

Perché arriva adesso

La decisione cade nella settimana in cui i vertici delle istituzioni finanziarie hanno alzato il tono. Il 14 ottobre il governatore della Bank of England Andrew Bailey e la direttrice generale dell’FMI Kristalina Georgieva hanno avvertito, sempre a Bangkok, che frodi e crimine informatico guidati dall’IA accelerano fino a mettere in gioco la fiducia nel sistema, oltre ai bilanci delle singole banche. Nella stessa settimana l’FMI ha indicato che la fiducia potrebbe incrinarsi per un attacco abilitato dall’IA a un servizio critico di un istituto finanziario.

Il 16 ottobre Georgieva ha chiesto ai leader finanziari di cooperare di fronte a debito elevato, progressi dell’IA e forte crescita degli attacchi informatici: «The need of the hour is for urgent and practical international cooperation», la necessità del momento è una cooperazione internazionale urgente e concreta.

Che cosa cambia rispetto alle prove precedenti

Il Cyber Expert Group del G7 aveva già svolto il 18 maggio 2026 un’esercitazione transfrontaliera su un malware che colpiva un’infrastruttura tecnica comune al settore, con 24 organizzazioni dei Paesi G7 tra banche centrali, regolatori, ministeri e alcune aziende private. Quella prova simulava un attacco generico. La nuova mette l’IA nel ruolo di strumento dell’attaccante, e il punto di osservazione si sposta sulla velocità con cui ministeri, banche centrali e supervisori rilevano, contengono e ripristinano i sistemi dopo una violazione di questo tipo.

Il tempo a disposizione per correggere le vulnerabilità

Startup Fortune attribuisce all’FMI la stima che, in oltre il 70 per cento dei casi di quest’anno, i fornitori di software abbiano avuto pochissimo tempo per correggere una vulnerabilità prima che fosse sfruttata. La cifra proviene da una fonte singola e va verificata nei documenti dell’FMI. Il tema richiama la convocazione delle banche da parte della BCE, ricostruita nel deep del 25 maggio di questa sala stampa, e il quadro delle vulnerabilità sistemiche descritto nel deep del 13 ottobre di questa sala stampa sul rapporto FMI sulla stabilità finanziaria.

Un esempio concreto di scelta difensiva arriva da JPMorgan. Il 13 ottobre, nella call sui risultati trimestrali, l’amministratore delegato Jamie Dimon ha spiegato che la banca sceglie quali agenti esterni ammettere: «You don’t want rogue agents, and it could be thousands of them». Secondo Cybernews gli agenti di terze parti possono leggere alcuni dati dei conti in sola lettura, mentre l’invio di denaro e il pagamento di bollette restano riservati ai canali della banca, e l’accesso tramite le credenziali dei clienti è vietato.

Perché conta per le banche italiane

L’Italia siede al tavolo del G7, e le banche italiane operano già sotto il regolamento europeo sulla resilienza operativa digitale (DORA), che prevede test di resilienza anche avanzati per gli enti rilevanti. La novità sta nel perimetro: la prova riguarda la catena completa, dal fornitore tecnologico al regolatore, con l’IA come acceleratore dell’attacco. Il caso Fideuram, ricostruito nel deep del 3 ottobre di questa sala stampa, con un bonifico da 95 milioni di euro autorizzato dopo una telefonata con voce clonata, offre un secondo scenario da giocare in una prova generale: l’inganno di una persona, accanto alla violazione di un sistema.

Le mosse sul tavolo

Quattro azioni sono praticabili da qualunque CIO o CISO, a prescindere dal fornitore scelto.

  1. Mappare i servizi critici. Per ciascuno, definire il tempo massimo di ripristino e verificare che il manuale di crisi indichi chi decide e con quali informazioni quando l’attacco procede alla velocità dell’automazione.
  2. Introdurre il vincolo di tempo nelle prove. Ipotizzare una vulnerabilità sfruttata nel giro di pochi giorni dalla scoperta e misurare quanto impiega l’intera catena di correzione, fornitori compresi.
  3. Scrivere la regola sugli agenti di terze parti. Elencare le operazioni ammesse in sola lettura, quelle che richiedono autorizzazione umana e quelle riservate ai canali ufficiali.
  4. Rendere consultabili i log delle azioni automatiche. Conservarli e leggerli con la stessa cura riservata agli accessi umani, perché la ricostruzione di un incidente parte da lì.

Resta da vedere se gli esiti delle esercitazioni G7 saranno condivisi in forma sintetica con l’intero settore: da quella scelta dipende quanto le lezioni di un tavolo ristretto diventeranno pratica comune per le banche di ogni dimensione.

Autore

Pablo Liuzzi

Founder, Synthos Logic

Fonti

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